Pescherecci riprendono il largo, il fermo è finito

In mare gio 22 settembre 2022
Lavoro ed Economia di Emanuele Bracone
2min
Si torna a pescare ©Termolionline.it
Si torna a pescare ©Termolionline.it
L'intervista all'armatore Carlo Di Candia

TERMOLI. Come seguito anche in diretta Facebook ieri, in tarda serata, alle 23 prime imbarcazioni tornate a pescare a Termoli. Una decina i pescherecci che hanno mollato gli ormeggi al porto dopo che dal Mipaaf era arrivato il via libera alla conclusione del fermo biologico.

Dopo sei settimane abbondanti di stop, l'ultimo sbarco c'era stato giovedì 11 agosto, equipaggi al lavoro per far ripartire i "motori" e prendere il largo.


Stasera al mercato ittico ci sarà anche la prima asta.

Intanto, è stato diffuso dall’Alleanza delle cooperative il documento sullo stato dell’arte della pesca in Italia, a firma di Giampaolo Buonfiglio: «Per parlare con cognizione di causa della pesca italiana è bene innanzitutto tracciare il quadro con qualche numero, da cui risulta chiaro come non siamo proprio all’anno zero nel faticoso processo che dovrebbe portare l’intero settore verso i criteri della piena sostenibilità. Nel 2021 il prodotto sbarcato dalla flotta italiana ammontava a circa 137.000 tonnellate, con un valore di 741 milioni di Euro. Dal 2010 ad oggi il valore totale degli sbarchi è diminuito del 15,7%, il volume delle produzioni sbarcate del 16,2% e il prezzo medio /Euro/Kg) del 9%. La flotta da pesca nazionale si è ridotta nell’ultimo decennio scendendo alle circa 11.870 imbarcazioni di oggi, pari al 16% della flotta UE (81.071 unità), con una contrazione complessiva pari al 16,5%. L’età media della nostra flotta è di 31 anni. La piccola pesca conta circa 8.400 battelli e rappresenta circa il 70% della flotta.

È un settore fondamentale per l’economia locale, fortemente cooperativo, soprattutto dei piccoli borghi marinari, e delle acque interne, spesso ad alta vocazione turistica. La flotta operante con attrezzi da traino (strascico e rapidi) con 2.088 imbarcazioni è la seconda in termini di numerosità e la prima in termini dimensionali (in GT e Kw). Seguono le draghe idrauliche per la pesca dei molluschi con 709 unità, le circuizioni con 316 unità e le volanti con 87 unità per il pesce azzurro, i palangari con 214 unità e la flotta tonniera con 21 unità. I pescatori imbarcati sono poco meno di 24.000 di cui circa 19.000 a tempo pieno (circa 30.000 dieci anni fa, il 16% in meno), mentre quelli che operano a terra sono oltre 100.000, per un totale che si aggira attorno ai 125.000 lavoratori, escluso l’indotto. Le catture calano al ritmo del 2% annuo, così come i redditi; l’incidenza dei costi di produzione per alcuni tipi di pesca, come quella dello strascico, è normalmente nell’ordine del 70%, ed oggi sta salendo vertiginosamente fino ad azzerare la redditività per la crisi del caro gasolio, raddoppiato negli ultimi mesi, collegata al conflitto russo-ucraino e speculazioni connesse. Sono molti ormai i pescherecci fermi in banchina più del dovuto per contenere i costi di gestione. Nel corso dell’ultimo decennio i guadagni provenienti dagli sbarchi sono diminuiti di oltre il 30%».

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