Dall’uno vale uno a l’uno non vale l’altro, la svolta di Capitan Futuro: e in Molise?

Scenari mer 22 giugno 2022
Politica di Emanuele Bracone
1min
Di Maio e Conte ©TermoliOnLine
Di Maio e Conte ©TermoliOnLine

TERMOLI. Dall’uno vale uno a l’uno non vale l’altro.

Si racchiude qui la summa dell’evoluzione politica compiuta dagli ormai ex grillini.

Lo strappo consumato da mesi e ufficializzato solo ieri sera, dopo una fase nemmeno velata di tregua armata, dal Ministro degli Esteri Luigi Di Maio e dai parlamentari di Insieme per il Futuro, stamani Vincenzo Spadafora ne contava 62 partecipando a Omnibus, tra deputati (51) e senatori (11), ha sconvolto realmente il panorama politico italiano.

Il Movimento 5 Stelle come lo conoscevamo fino a ieri, prima forza politica in Parlamento, non c’è più.

Al di là dei nuovi rapporti di forza tra Montecitorio e Palazzo Madama, che vanno a rafforzare l’area centrista del Governo Draghi, è la disgregazione di un modello nato per sterilizzare la casta e che si è trasformato, mutando pelle, fino a divenire perno governista per eccellenza.

Di Maio si candida a essere il Pd 2.0, guardando ai sindaci Sala e Nardella, svuotando la leadership dell’avvocato del popolo, l’ex premier più amato dagli italiani, Giuseppe Conte.

La legge del contrappasso, c’è chi aveva consigliato a Conte di monetizzare i suoi di consensi, dopo la parentesi di quasi 3 anni a Palazzo Chigi, fondando un suo di movimento, ora ha subito lo scorporo pesante dimaiano, subito mentre aleggiava ormai consunta la figura dell’elevato Beppe Grillo, lontano da quel taumaturgo che assieme ai Casaleggio aveva terremotato la politica italiana a colpi di Vaffa.

Da qui alle elezioni del 2023, mancano circa nove mesi, potrebbero succederne di ogni, soprattutto sui territori, perché Di Maio ha chiuso la conferenza stampa lanciando proprio il guanto di sfida sul radicamento locale, attraverso gli amministratori, dai consiglieri regionali a primi cittadini e consiglieri comunali, nella decade dopo la scoppola presa proprio alle comunali del 12 giugno.

Un doppio cambio di passo, altro che doppio mandato imperativo.

E in Molise?

Al di là del post pubblicato dal consigliere regionale Vittorio Nola, abbiamo subito provato a sondare gli umori sulla costa, ma bocche cucite in attesa di capire cosa accadrà, soprattutto tra gli inquilini di Palazzo D’Aimmo, i più appetibili agli occhi del Futuro che avanza.  

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